CHI SIAMO E DOVE STIAMO ANDANDO ... ROADMAP del PROGETTO MedEmIt


di Gemma C Morabito, ideatrice e Website editor

 
 
La newsletter detta FORM on LINE (da cui nasce l'idea di questo sito) in origine era solo uno scambio di informazioni tra pochi colleghi. Il tutto aveva il semplice senso di mandare piccoli spunti di studio e conoscenza  a miei amici e colleghi che lavorano nell'emergenza e sono pigri. La cosa iniziata 10 anni fa contava solo 20 persone, ora ci sono migliaia di  medici d'urgenza, molti primari  e direttori di DEA, responsabili ed operatori del 118, studenti, colleghi di altre discipline e infermieri. Il tutto raggiunto con il semplice passa parola. La frequenza delle email ricevute va da un minimo di 1 a settimana a un massimo di 2. Il tempo  per la lettura della email è solitamente stimato in pochi minuti. Questa attività formativa in passato è stata presentata in due congressi negli USA e pubblicata come possibile metodica educativa sul numero novembre 2007 di Academy of Emergency Medicine. Anche l'iniziativa MedEmIt è stata recentemente presentata in un editoriale pubblicato sulla rivista Internal and Emergency Medicine (Reflection on an EM newsletter and website). Nell'idea del sito c'è il sogno di poter creare uno strumento a servizio di tutti, aperto ad ogni forma di collaborazione culturale. 

 

La Storia e la direzione del Viaggio

 
Era il “lontano” Dicembre del 2008 quando, dopo tanto tempo di riflessione passato a immaginare e fantasticare sull’idea di trasformare in un sito quello che già da un decennio stavo facendo dalla mia casella di posta elettronica, presi il coraggio a due mani passando dalla teoria alla pratica. Da quasi 10 anni avevo creato una newsletter che indirizzavo ai miei amici e colleghi (una decina in tutto) per mettere in comune quello che studiavo e trovavo in internet. Avevo scoperto in internet una società di medicina d’emergenza americana (l’ACEP) e mi ero iscritta senza sapere bene cosa significasse. Dopo, ho iniziato a capire cosa i nostri vecchi zii di oltreoceano avevano fatto negli anni passati, cosa studiavano, cosa leggevano. Scoprivo cosa si “doveva conoscere” per lavorare in emergenza e, considerato l’abisso che esisteva con la nostra realtà, la cosa mi entusiasmava e terrorizzava, spingendomi ad aggiornarmi, leggere e studiare. Peraltro, era molto divertente! Quel metodo era molto diverso da molti corsi noiosi che avevo frequentato all’Università. Contemporaneamente, sentivo la necessità di mettere in comune tutto questo con i miei amici, e per questo gli scrivevo un sunto di ciò che scoprivo.

La cosa gradualmente si trasformò. I miei amici giravano le email ad altri e questi, a loro volta, ad altri medici e infermieri dell’emergenza. Velocemente il numero aumentò (qualche centinaia di iscritti) e la mia attività prese corpo e forma. Dopo 6-7 anni, l’incontro con due americani membri dell’American College of Emergency Physicians (ACEP) segnò un’altra svolta. Incontrai il chairman della International section dell’ACEP (Kris Arnold) e, chiacchierando di tante cose gli raccontai, timidamente e con un po’ di vergogna, della mia attività. Questo, invece di guardarmi dall’alto in basso, rimase molto colpito e interessato. Per questo, venni invitata negli anni successivi a presentare la cosa in alcuni congressi internazionali.

Nel frattempo avevo conosciuto un certo Alzetta, che si era iscritto alla mia mailing list per la newsletter. Ogni volta che qualcuno si iscrive alla newsletter (ancora lo faccio!) ringrazio personalmente il collega e lo invito a collaborare con il sito. Credo, infatti, che la cosa fondamentale che mi ha fatto crescere culturalmente in questi anni sia proprio il fatto di scrivere più che leggere, e per questo cerco di stimolare gli altri a farlo. Michele mi rispose e, chiacchierando, venne fuori che aveva una certa esperienza di siti web. Dal colloquio con lui mi convinsi che la fantasia di creare uno spazio web da dedicare a questa iniziativa era una cosa possibile! Lui sposò il mio progetto del web, ma gli amici e colleghi che ci credevano erano tanti. E la cosa si fece!

A dicembre 2008 avevamo poche pagine e 30 visitatori in tutto, il mese successivo le visite furono 235, a Febbraio 848, a Marzo 2568, due mesi dopo avevamo superato le 10.000 visite mensili, e così via fino ad arrivare ai giorni nostri con le oltre 45.000 visite al mese e un numero di visite complessive che da tempo ha superato il milione di unità, e la classificazione nel motore di ricerca Google del nostro sito come il 1° italiano per la medicina d’emergenza.

Facendo dei bilanci, comunque, sono altri i numeri a cui io personalmente tengo. Primo fra tutti l’aver creato un gruppo di amici e colleghi che costituiscono il board e che condividono con me questo sogno e lo spirito di questa missione. Il Board è pilastro del sito perché regolarmente legge, segnala, scrive e traduce. MedEmIt si è anche guadagnato credito all’estero, e diverse società e compagnie ci aiutano in quello che facciamo. Per fare degli esempi ricordo l’American College of Emergency Physicians, con il quale abbiamo un agreement che ci consente di pubblicare parte del loro materiale formativo (normalmente a pagamento), l'American Academy of Emergency Medicine (con la quale curiamo un progetto di collaborazione e pubblicazioni), il sito ACEP-EMedHome che regolarmente ci fornisce aggiornamenti e pubblicazioni, CME download che ci consente di utilizzare il suo materiale, il professor Joe Lex che ci fornisce le registrazioni audio degli interventi nei principali congressi internazionali di medicina d’emergenza, e così via molti altri che singolarmente e occasionalmente ci aiutano.

Tutto questo, credo, è un bene per tutta la nostra comunità di operatori dell’emergenza italiana. E’ un nulla, se vogliamo, e ha valore solo accanto a tante altre iniziative di società scientifiche, di medici e infermieri che si impegnano nella diffusione della cultura dell’emergenza con corsi, aggiornamenti o, più semplicemente, insegnando sul campo ai propri colleghi più giovani. MedEmIt ha il suo posto e il suo ruolo, e la sua ragione di essere: collabora certamente alla difficile missione di creare un’identità del medico d’emergenza in questo periodo storico in cui è nata la nostra Scuola di Specialità.

Dall’inizio, abbiamo dichiarato che il sito, anche se ha un Board e un editor in chief con delle idee ben chiare, vuole essere “per tutti”, “di tutti” e al di sopra “di tutto”.

Il sito si dichiara dai primi anni“indipendente”.

Il termine indipendente nella nostra costituzione è fondamentale, perché sta a significare che ci teniamo a mantenere la nostra libertà di obbedire solo alla cultura e alla missione che ci prefiggiamo. Alle volte la mancanza di indipendenza (per relazioni politiche, di organizzazioni o commerciali) limitano la possibilità di discernimento e di fare le scelte che uno ritiene corrette. Per questo il Sito non si lega ad alcuna società (anche se molti di noi appartengono alla Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, all’American College of Emergency Physicians, all'American Academy of Emergency Medicine, o ad altre società italiane ed estere) e non fa contratti commerciali. Il sito si autofinanzia (finora con lo sforzo economico di alcuni del Board) e vive sull’impegno gratuito di tutti quelli che ci credono. Sul sito è presente un link che offre la possibilità, a chi vuole, di darci una mano nel sostenere le spese di gestione che abbiamo facendo delle donazioni online in maniera sicura tramite carta di credito e paypal. Sono molti gli aiuti arrivati in questi anni e che ci hanno consentito di migliorare sempre più la qualità di ciò che offriamo. 

Dunque, “passione”, “autonomia” e “iniziativa spontanea” sono dal primo momento le componenti fondamentali di MedEmIt, e continueranno ad esserlo. Basta e avanza per dipingere quel che siamo, che fortunatamente corrisponde anche a quel che vogliamo essere. Ma oggi, in questo impreciso compleanno del sito, prendiamo coscienza anche di un ruolo ormai consolidato: stiamo coprendo uno spazio vuoto. Anche in questo caso l’ esperienza di altri Paesi con una storia molto più lunga della nostra in Medicina d’Emergenza ci insegna qualcosa: come altrove, lo spazio di MedEmIt è complementare, collaterale ma insostituibile. La comunità della Medicina d’Emergenza ha bisogno di un’organizzazione politicamente e scientificamente forte, che sia riferimento per i suoi membri e per tutti gli stakeholders (dagli utenti alle istituzioni). Non è questo il nostro ruolo. La comunità della Medicina d’Emergenza ha anche necessità di un luogo in cui incontrarsi sui problemi più pratici e banali, condividere esperienze ed informazioni, apportare contributi personali, sporadici ma preziosissimi. Il nostro ruolo è questo. 

Continueremo ad essere questo luogo, fornendo spazio a tutti coloro che, con onestà intellettuale e spirito di servizio, intendono fornire un contributo. Continueremo a stimolare informazione ed aggiornamento “sfruttando” le fonti più autorevoli ed istituzionali, ma sempre nei panni del fruitore piuttosto che dell’ autorità. Questo semplice intendimento ci proietta all’ interno di grandi problematiche quali la trasmissione della conoscenza ed il ruolo dei nuovi strumenti di comunicazione, e ci regala un po’ di importanza nel mondo eterogeneo della web community. Ben venga tutto questo: significa che, tutti insieme, stiamo lavorando bene.

Concludendo, voglio ringraziare tutti quelli che hanno condiviso con noi la splendida avventura di questi primi anni. In particolare Michele Alzetta, website master della nuova piattaforma, con cui abbiamo lavorato e lavoriamo costantemente, ritagliando tempo e spazio dalle nostre vite professionali e familiari. Sono moltissimi quelli che hanno permesso a MedEmIt di diventare una realtà viva (anche se virtuale) grazie alla loro collaborazione, al loro impegno, ai loro suggerimenti o anche solo frequentando e utilizzando il sito. Speriamo di essere ancora più numerosi quando nel 2013 soffieremo sulla quinta candelina di un sito che, ci auguriamo, starà allora camminando su gambette ancora più robuste e vivaci. Infine, permettetemi una nota personale. Il sito, come qualcuno forse avrà notato, è "alimentato" da qualcosa di speciale. A piè pagina sulla destra leggete la scritta Powered by il Sorriso di Caterina La Regina. Questa dicitura ricorda la mia amatissima mamma, "vittima" di un sistema di emergenza e sanitario che nel nostro paese deve ancora crescere molto, e il sorriso con il quale ci sforziamo di vivere e dirigere questa iniziativa formativa e la nostra stessa professione. Ne abbiamo tutti tanto bisogno. 

Un caro saluto
Gemma