ANALISI RAGIONATA delle NUOVE LINEE GUIDA RCP: INTRODUZIONE al PROGETTO. Gemma C Morabito, Editor in-chief MedEmIt - PS di Roma

 
 
 
  Alla fine del 2010 sono state pubblicate le nuove linee guida dell’American Heart Association (AHA) sulla Rianimazione cardiopolmonare (CPR) e il trattamento cardiovascolare in Emergenza. Ognuno di noi dovrebbe, anzi DEVE conoscere le novità che siamo chiamati a mettere in pratica. I cambiamenti sono notevoli e alcuni perfino rivoluzionari!
 
Nel 2010 la rianimazione cardiopolmonare ha compiuto 50 anni. Era, infatti il 1960 quando per la prima volta Knickerbocker e Jude documentavano quattordici casi di pazienti sopravvissuti ad un arresto cardiaco con l’esecuzione del massaggio cardiaco. Poco dopo, sempre nel ’60, si mettevano insieme le compressioni con le ventilazioni e nel 1962 era la volta della defibrillazione. L’AHA stilò le sue prime Linee guida sull’argomento nel 1966.
 
Quindi, 50 anni! Cinquanta anni di storia di CPR e molte vite salvate. Ma i problemi sono molti ancora, a partire dalla enorme differenza esistente (fino a cinque volte) della sopravvivenza in diversi paesi del mondo e all’interno dello stesso Paese in regioni diverse. L'elemento più rivoluzionario nel 2005 fu il cambiamento del rapporto compressioni/ventilazioni (30:2 nella CPR con un solo esecutore). La sopravvivenza alla dimissione (i pazienti, cioè, realmente salvati) di casi di arresto cardiaco dovuto a fibrillazione ventricolare in quell'anno era bassa. In media, inferiore al 6% nel Mondo. Due studi pubblicati poco prima di quelle linee guida, avevano documentato l'esecuzione di CPR di scarsa qualità (sia extra che intra-ospedaliera). Già allora, quindi, si cambiarono il rapporto compressioni/ventilazioni e la sequenza degli shock per la defibrillazione (dai 3 consecutivi, a 1 solo) con l'obiettivo di  minimizzare le interruzioni nelle compressioni toraciche.
 
Le linee guida del 2010 sono il risultato della più grande review sull’argomento scaturita dall’ILCOR International Consensus on CPR and ECC Science with treatment Reccomendations, a cui hanno partecipato 356 esperti provenienti da 29 paesi diversi (con i nuovi arrivati, gli asiatici). Tre anni la durata dei lavori, con il risultato di oltre 400 evidence-reviews su 277 argomenti diversi.
 
Le nuove Linee guida mettono definitivamente l’enfasi sull’importanza dell’esecuzione di una CPR di elevata qualità, in cui le compressioni toraciche vengano fatte a una frequenza adeguata e con una tecnica che preveda la giusta profondità e il rilascio completo del torace per consentirne la corretta ri-espansione. Non interrompere! Non interrompere! Questo l’imperativo principale. Minimizzare le interruzioni per fare azioni previste dalle vecchie raccomandazioni, evitando anche l’eccessiva ventilazione.
 
A partire dai prossimi giorni, mi prenderò la briga di aiutarvi a conoscere nel dettaglio queste nuove Linee Guida. Non è assolutamente possibile che alcuno di noi sia ignaro del contenuto di questo documento. E' anche vero, però, che l’entità del “malloppo” da leggere scoraggerebbe il più ostinato lettore. Non sarò sola in questa impresa. Aiuto fondamentale per questo obiettivo saranno, infatti, le parole e l’analisi critica di quello che noi medici d’urgenza consideriamo uno dei maggiori esperti di Cardiologia applicata alla medicina d’emergenza: Amal Mattu (MD, FAAEM, FACEP. Professor of Emergency medicine. Program Director, Emergency Medicine Residency, University of Maryland School Medicine, Baltimore, Maryland. Stati Uniti d’America). Questo è possibile per gentile concessione del Sito Web americano http://www.EMedHome.com
 
Ci focalizzeremo, ovviamente, principalmente sui cambiamenti rispetto a quello che già sapevamo e che ormai è considerato dogma. Vi invito a seguire con attenzione e senso di responsabilità questo aggiornamento che verrà pubblicato periodicamente nel corso delle prossime settimane. Mercoledi la prima puntata. 
 

Gemma C. Morabito, Editor in-chief MedEmIt - Dirigente medico UOC Medicina d'urgenza e Pronto Soccorso sant'Andrea di Roma