ANSIA e DOLORE: UN BINOMIO SCONTATO EPPURE SPESSO DIMENTICATO. Sossio Serra, MD - Associate Editor MedEmIt - PS di Cesena

Panoramica

 
Dolore ed ansia sono strettamente collegati e rappresentano un binomio praticamente inscindibile. Non siamo noi a dirlo; è un dato ampiamente presente in letteratura e nell'esperienza personale di ognuno di noi.  Il dolore è fonte di ansia che a sua volta aumenta la percezione del dolore attraverso l’iperventilazione, l’aumento della tensione muscolare, l’ipersecrezione di succhi gastrici e altri meccanismi fisiopatologici solo in parte conosciuti. Insieme, ansia e dolore producono un drammatico circolo vizioso. 
 
Un paziente che arriva in Pronto Soccorso per una qualsiasi sintomatologia dolorosa, porta con se sicuramente un carico d’ansia enorme. La paura di sentire ancora dolore, l'angoscia per la diagnosi e le sue implicazioni. Tutto questo può sembrare scontato, eppure quello che emerge dai dati di uno studio condotto nel Dipartimento di Emergenza dell’Università dell’Utah Medical Center  mette in luce quanto i medici d’urgenza riconoscano e trattino poco l’ansia dei pazienti con sintomatologia dolorosa.
 
 

Lo Studio

 
Ecco lo studio in dettaglio. Da settembre 2000 all’aprile 2010 sono stati arruolati 10664 pazienti adulti con sindrome dolorosa di qualsiasi natura. E' stata effettuata una valutazione del dolore e dell’ansia in entrata ed alla dimissione.   La valutazione dell’ansia ha mostrato i seguenti dati: 
 
  • 25,7% nessuno stato ansioso
  • 26,1% ansia lieve
  • 23,7% ansia moderata
  • 24,5% ansia grave
 
Ebbene, nonostante il 48% dei pazienti  abbia mostrato ansia da grave a moderata ed il 60% di loro si dichiarava disposto a ricevere un trattamento per l'ansia, solo l'1% ha avuto un trattamento specifico. Inoltre, il 35% dei pazienti ha riferito ancora ansia da grave a moderata alla dimissione. Anche dopo aggiustamento per età, sesso, e punteggi del dolore all’arrivo,  i pazienti con grado elevato di ansia hanno mostrato maggiore probabilità di ricevere  analgesici  e alla dimissione  gran parte di loro si è dichiarata insoddisfatta del trattamento antidolorifico ricevuto. 
 
 

Alcune riflessioni

 
Forse non occorreva uno studio decennale che ha coinvolto più di 10000 pazienti per ribadire che l'ansia è praticamente ubiquitaria nei pazienti con dolore. Poteva forse essere una informazione derivata dal buon senso. Nonostante ciò, è interessante notare come l’ansia influenzi  la risposta alla terapia analgesiche e come  il suo mancato riconoscimento finisca  per diventare una causa di oligoanalgesia.  Con l’ansia e le paure dei pazienti noi medici d’urgenza facciano i conti ogni giorno. Eppure la quotidianità rischia di renderci insensibili e poco attenti ai bisogni emotivi di chi curiamo. Spesso chi chiede il nostro aiuto ha soltanto bisogno di essere rassicurato, per farlo occorrerebbe solo un pò di tempo in più ed un’adeguata dose di parole giuste. Quando tutto questo non è possibile oppure non basta dovremmo ricordarci che le linee guida OMS suggeriscono le benzodiazepine come coadiuvante della terapia del dolore  e aiutare i nostri pazienti trattando l’ansia farmacologicamente. 
 

Sossio Serra, Associate Editor MedEmIt - Dirigente medico DEA Ospedale M.Bufalini AUSL di Cesena. Craven P, Cinar O, Madsen T Patient anxiety may influence the efficacy of ED pain management.  American Journal of Emergency Medicine (2013) 31, 313–318