PROBLEMA
L’infezione sistemiche catetere-correlate sono delle complicanze potenzialmente letali degli accessi venosi periferici. In tutti i reparti e nel Pronto soccorso è abitudine posizionare un accesso venoso periferico e mantenerlo fino a che non si arrivi al momento della dimissione.
È giusto farlo? Tenerlo sulla base di precise indicazioni cliniche piuttosto che “fino a che non vieni dimesso” ha qualche influenza sull’incidenza delle infezioni e complicanze?
Una recente Cochrane Review ha analizzato due diversi comportamenti per la prevenzione delle infezioni sistemiche e la tromboflebite
Il Primo, la sostituzione di routine dell’accesso venoso periferico a intervalli di tempo prestabiliti (in questo caso tenendo conto dei tempi e costi in termini di materiale e tempo associati ai questa pratica
Secondo, come alternativa si è tenuto conto della possibile rimozione su base clinica, ovvero quando l’accesso venoso periferico non è più indicato, funzionale, confortevole o privo di complicazioni.
OUTCOMES CRITICI
1- Infezioni sistemiche correlate al catetere (catheter‐related bloodstream infection – CRBI)
2- Infezioni sistemiche primarie del torrente ematico (primary bloodstream infection – PBI)
3- Infezioni locali
4- Mortalità
NOTA: che differenza c’è tra Catheter‐related bloodstream infection e Primary bloodstream infection?
La bloodstream infection o infezione del torrente ematico (BSI) è definita come la presenza nel sangue di un microrganismo. L’infezione può derivare da una contaminazione diretta del sangue (primaria), o derivare da una infezione presente in un altra sede (secondaria)
La prima distinzione che viene fatta in nomenclatura è tra CLABSI e CRBSI
La CLABSI (Central Line Associated Bloodstream Infection ) riguarda i soggetti con catetere venoso centrale.
La CRBSI (Catheter Related Bloodstream Infection) è cosi definita quando si dimostra (tramite un esame colturale) che il catetere è la fonte dell’infezione.
OUTCOMES IMPORTANTI (ma non critici)
Tromboflebiti, Infiltrazione e occlusione del catetere
OUTCOMES DI SCARSO RILIEVO
Costo, dolore durante l’infusione, soddisfazione, numero di cannule usate per paziente.
RISULTATI
Con la rimozione sulla base dell’indicazione clinica si otteneva una differenza minima o nulla nell’incidenza di infezioni CRBSI o di infezioni PBI rispetto alla rimozione di routine.
Stessa differenza nulla o minima si osservava in riferimento alle infezioni locali, alla mortalità, e in definitiva l’incidenza di tutti gli outcomes critici era estremamente bassa con entrambe i comportamenti.
Un certo grado di incertezza era presente in riferimento, invece, alla tromboflebite e agli altri outcomes importanti ma non critici, e cosi anche per gli outcomes di scarso rilievo.
CONCLUDENDO
La “Rimozione su Base Clinica” (rispetto alla “Rimozione di Routine”) di un accesso venoso periferico non influisce sul rischio di CRBI, PBI, infezioni locali o mortalità, e probabilmente ha un effetto minimo o nullo sull’incidenza o sul tasso di tromboflebite.
Le evidenze suggeriscono che la rimozione di routine può comportare una piccola riduzione dell’incidenza di infiltrazione e occlusione del catetere
L’effetto reale può essere sostanzialmente diverso dalla stima dell’effetto. La rimozione clinicamente indicata può ridurre i costi di una piccola quantità rispetto alla rimozione di routine.
Charles KR, Schults JA, Marsh N, Osborne SR, Rees S, Mihala G, Smith S, Rickard CM. Clinically indicated removal versus routine removal of peripheral venous catheters. Cochrane Database of Systematic Reviews 2026, Issue 1. Art. No.: CD007798. DOI: 10.1002/14651858.CD007798.pub6. Accessed 10 February 2026.
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