Le nuove Linee guida dell’ACC/AHA riprendono in mano diversi concetti relativi alla prevenzione, diagnosi, valutazione e gestione della ipertensione asintomatica, e affrontano anche il concetto di Urgenza ipertensiva.
Questo termine tradizionalmente veniva usato in presenza di valori di Pressione arteriosa pari o superiori 180/120 mmHg, e non sorprende nessuno sapere che in tutti questi casi i pazienti venivano automaticamente inviati in Pronto Soccorso per un trattamento urgente.
Per la nuova terminologia nelle Linee Guida del 2025, una Pressione arteriosa superiore a 180/120 mmHg SENZA alcuna evidenza di insufficienza acuta d’organo NON può più essere indicata come Urgenza ipertensiva.
Il termine corretto è, invece, Ipertensione severa.
Ridurrà questo nuovo Steatment così autorevole l’invio inappropriato da parte di medici o altri sanitari dei loro pazienti nei Dipartimenti d’Emergenza? Educheranno questi i loro assistiti per fargli comprendere che non è necessario correre in PS automaticamente se hanno in pieno benessere un valore di questo tipo?
Staremo a vedere, ma non ci aspettiamo i miracoli o i cambiamenti improvvisi, ben conoscendo i problemi di Knowledge Translation e la difficoltà a rompere credenze e miti che in secoli si sono annidati nel rifondo delle nostre menti.
Se da una parte questo è vero, però, possiamo far maggiore affidamento alla preoccupazione dei “potenziali effetti avversi” (dove siamo più propensi ad aggiornare le nostre schede mentali) perchè se le Linee Guida venissero lette ed acquisite, si capirebbe come queste sottolineino l’importanza di non applicare una aggressiva riduzione della PA in questi pazienti nel breve termine, né somministrare antipertensivi per via parenterale.
Piuttosto, è indicato, scrive la LG, rivedere la terapia intensificandone dosaggi o associazioni in regime ambulatoriale.
ELEMENTI CRITICI
Nonostante la Nuova linea guida, le modalità di comportamento nei confronti all’ipertensione asintomatica è molto varia in medicina d’urgenza.
L’ACEP nella sua revisione del 2025 della precedente Clinical Policy (2013) suggeriva con una raccomandazione di livello C di valutare l’inizio della terapia antipertensiva in PS, con invio a un follow-up ambulatoriale.
Sebbene queste ora siano le raccomandazioni dell’ACC/AHA noi medici di pronto soccorso sappiamo bene che una volta che le LG sono prodotte devono poi essere calate nella realtà che … non sempre è univoca.
Non possiamo ad esempio prescindere dalla valutazione del livello di accesso di ciascun paziente a una buona assistenza sanitaria di base. Ci sono situazioni in cui cominciare la terapia in PS può comportare più rischi che benefici, e altre in cui invece il comportamento è corretto.
Pensate ad esempio a un senza fissa dimora a cui consegniamo un blister di amlodipina per coprire la terapia per una decina di giorni. Nessuno ci assicurerà che il paziente sarà aderente alla terapia, conserverà bene i farmaci, e soprattutto li sospenderà improvvisamente una volta terminato quello che gli abbiamo dato.
Diverso è il caso di pazienti in grado di programmare un follow up dal proprio curante, e nei quali quindi non è sbagliato fornire indicazioni per iniziare la terapia in attesa del controllo ambulatoriale
BASTA FARE COSI!
Ma il punto più interessante e che ci riguarda nelle Linee Guida AHA/ACC 2025 è quello che sottolinea l’importanza di evitare la terapia ipotensiva parenterale o l’intensificazione della terapia orale in fase acuta in pazienti senza evidenza di danno d’organo.
Un comportamento sappiamo bene difficile a morire perchè per qualche ragione diamo più ragione ai numeri che alla evidenza e ci sentiamo più tranquilli a inviare un paziente in PS demandando ad altri la decisione, e magari dallo stesso PS dimettere quel soggetto solo se con un “numero più basso”.
Se questa è l’attitudine dei più, nella realtà una rapida riduzione della pressione arteriosa in un paziente il cui apporto di sangue al cervello si è adattato a livelli cronicamente elevati può provocare un riduzione del flusso ematico con conseguente ischemia o ictus cerebrale .
Non vi è alcun beneficio comprovato nel farlo, e il rischio di danni è elevato!
Un eventuale trattamento in urgenza di una Ipertensione severa dipende da altri fattori e non dal SOLO valore elevato della PA.
Non curiamo il numero!
Piuttosto come prima cosa dovremmo mettere in atto, con le indagini necessarie, ogni sforzo volto a comprendere se quel soggetto con PA gravemente elevata ha sintomi o altri riscontri che dicono che siamo di fronte ad un danno d’organo acuto dovuto all’ipertensione.
In questo caso Sì che siamo di fronte a una Emergenza ipertensiva ed è necessario ridurre celermente la PA per limitare ulteriori danni agli organi.
Ma in tutti gli altri casi dobbiamo continuare con tutti gli sforzi a far comprendere al personale infermieristico e medico dei reparti di degenza o degli ambulatori che è normale che i pazienti presentino valori di pressione arteriosa elevati e che abbassarli artificialmente in pronto soccorso è potenzialmente dannoso
FONTI
- 2025 AHA/ACC/AANP/AAPA/ABC/ACCP/ACPM/AGS/AMA/ASPC/NMA/PCNA/SGIM Guideline for the Prevention, Detection, Evaluation and Management of High Blood Pressure in Adults
- American College of Emergency Physicians Clinical Policies Subcommittee (Writing Committee) on Asymptomatic Hypertension, Gemme S, Meltzer AC, et al. Clinical Policy: A Critical Issue in the Outpatient Management of Adult Patients Presenting to the Emergency Department With Asymptomatic Elevated Blood Pressure: Approved by the ACEP Board of Directors January 22, 2025
- Safety and efficacy of antihypertensive prescription at emergency department discharge. Acad Emerg Med. 2015
- Intensive blood pressure lowering increases cerebral blood flow in older subjects with hypertension. Hypertension. 2013