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Farmacologia

REBOUND EFFECT CON GLI  INIBITORI DI POMPA PROTONICA 

Usiamo oramai gli Inibitori di Pompa Protonica come le caramelle. Nonostante i numerosi warning e le nuove restrizioni, l’impiego indiscriminato e inutile di PPI soprattutto in emergenza o nei reparti è dilagante. 

Eppure sono tantissimi i motivi per cui dovremmo pensarci bene prima di dare il farmaco, di decidere come e per quanto darlo.

La Rebound acid hypersecretion syndrome (RAHS) è una entità fisiopatologica ben chiarita e dimostrata


I PPI sono farmaci usati per trattare il reflusso gastrico esofageo e la sintomatologia legata all’azione dell’acido

Come funzionano?

Bloccano le pompe nello stomaco che normalmente rilasciano acido 

Risposta dell’organismo ?

Visto che mi blocchi le pompe il cervello decide di farne altre. Tante nuove pompe pronte per produrre acido!

Il risultato finale è nullo in quel momento, perchè il farmaco è in circolo e bloccherà anche queste nuove pompe protoniche, ma se prima avevi 50 pompe ora ne hai 100. Tutte quiescenti, ma comunque 100

Che succede alla sospensione della terapia?

Quando interrompiamo la terapia con PPI (soprattutto se non lo facciamo correttamente e dopo un tempo adeguato a far sviluppare il meccanismo di cui abbiamo parlato, tutte le pompe si svegliano e avremo come risultato una enorme produzione di acido

Questo è quello che chiamiamo rebound effect: il paziente sta peggio del punto zero.

Ora la cosa naturale che viene da fare è trattare il sintomo nuovamente somministrando PPI, ma cosi facendo stiamo alimentando il meccanismo.


Il Rebound effect è uno degli effetti avversi del uso cronico a lungo termine dei PPI. Noto come RAHS (rebound acid hypersecretion syndrome) si può sviluppare dopo astinenza da terapia con PPI per un incremento compensatorio della produzione acida gastrica

La terapia deve essere continuativa da un mese almeno: ti eri mai chiesto perchè la terapia consigliata (e le scatole del farmaco) è per 28 giorni?

Il meccanismo è stato ben chiarito  la secrezione acida stimolata dalla pentagastrina dopo sospensione dei PPI aumenta in modo significativo. In volontari sani trattati con PPI i sintomi comparivano nel 40-50 % dei soggetti. La cosa non succedeva se veniva dato placebo 

Questa cosa è importante da capire per diverse ragioni.

PRIMO, tutte le volte che fai terapia non necessaria con PPI (prevenzione della gastrite in un giovane che deve fare un c ciclo di FANS) stai creando un problema che non esisteva!

SECONDO: nei pazienti che sono in terapia cronica con PPPI, la sospensione deve essere graduale 

TERZO: nei soggetti con RAHS il sintomo (indistinguibile clinicamente da una ripresa di malattia peptica) viene trattato con gli stessi PPI; pensiamo bene a cosa abbiamo di fronte perchè come ogni astinenza dobbiamo far star meglio il paziente, ma poi fare un programma di gestione corretto.

FONTI: Rebound Acid Hypersecretion after Withdrawal of Long-Term Proton Pump Inhibitor (PPI) Treatment—Are PPIs Addictive? Int J Mol Sci. 2024

Review Article 10.25259/ANAMS-2023-7-1-(968)

A narrative review on rebound acid hypersecretion due to long-term use of proton pump inhibitors

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