OVERVIEW
Condizione potenzialmente letale che dobbiamo essere in grado di riconoscere e trattare rapidamente. E’ la più grave forma di patologia da calore ed è definita come Temperatura centrale superiore a 40 gradi centigradi in presenza di anormalità del Sistema nervoso centrale
Rappresenta una vera e propria Emergenza medica che si verifica quando la temperatura corporea sale oltre 40 ° C e il corpo non è più in grado di raffreddarsi. Senza un immediato trattamento si avviano processi fisiopatologici che vanno danneggiare organi vitali come il cervello, il cuore, i polmoni e i reni.
L’HEAT STROKE viene poi classificato in due diverse tipologie
A – Forma classica (o non da sforzo)
B- Forma da Sforzo
QUINDI I PUNTI FONDAMENTALI SONO
1- Riconosci Presto
2- Tratta Presto
3- Gestisci Correttamente
SEGNI di ALLARME
I primi segni di allarme in in un soggetto che sta andando incontro ad un Heat Stroke sono: ipertermia, cute arrossata calda e secca, alterazione dello stato di coscienza eventualmente con disturbi del linguaggio, nausea o vomito, tachicardia, vertigini e astenia.
PERSONE A MAGGIOR RISCHIO
BAMBINI e INFANTI: il corpo si riscalda velocemente
ANZIANI: minore capacità di autoregolazione
ATLETI: attività intensa aumenta il rischio
LAVORATORI in ESTERNO: esposizione prolungata e disidratazione
PATOLOGIE CRONICHE
TERAPIE : diuretici, anticolinergici, antidepressivi ecc
QUADRO CONCLAMATO
Confusione mentale, agitazione, convulsioni, perdita di coscienza
Il paziente si presenta CALDO e SECCO
Ricorda! Chi è colpito da un Heat Stroke NON è in grado di SUDARE
DIAGNOSI
Temperatura superiore a 40 gradi centigradi associata a Disfunzione cerebrale
RICORDA!! NON BASTA LA TEMPERATURA ALTA, SERVE IL COINVOLGIMENTO CEREBRALE
“Mnemonics” per la Diagnosi: HEAT
Hyperthermia (T centrale > 40 )
Encefalopatia (disfunzione del SNC)
Anidrosi (il paziente non suda)
Tachicardia (danno d’organo)
TRATTAMENTO
La prima AZIONE da mettere in atto immediatamente (dopo l’allontanamento del soggetto dalla fonte di surriscaldamento) è il RAFFREDDAMENTO
Questo punto va compreso pienamente. Non esiste altra priorità che possa ritardare anche di pochi minuti l’avvio delle procedure atte ad abbassare la temperatura corporea.
Compreso l’accesso venoso? Si. Compreso il posizionamento di un accesso venoso e dei successivi prelievi. Si può fare contemporaneamente se c’è personale a sufficienza, ma in ogni caso non deve procrastinare tutte le azioni da mettere in atto per raffreddare.
La nuova Linea Guida SCCM (Society of Critical Care Medicine) del 2025 fa il punto dell’evidenza, e nonostante la paucità di ciò che abbiamo a disposizione redige le proprie Raccomandazioni: DUE “Strong reccomendations” e CINQUE “Good Practice Steatments” Pratiche
METODI DI RAFFREDDAMENTO
PRIMO: SII RAPIDO!
INIZIA RAFFREDDAMENTO RAPIDAMENTE: Obiettivo della terapia è portare nel periodo più breve possibile la T al di sotto di 39°C
Good Practice Steatment
Portare la T < 39 entri 30 minuti
Nel Colpo di Calore il danno irreversibile d’organo è Tempo – Dipendente
Per ogni minuto che passa si aggiunge Danno cerebrale, Rabdomiolisi, Insufficienza renale, Danno epatico, MOF
USA RAFFREDDAMENTO ATTIVO
La Linea guida raccomanda metodi di raffreddamento attivo (Strong Reccomendation, Very Low cert Evidence) che è quello che più rapidamente riesce a ottenere il raffreddamento richiesto.
Per raffreddamento attivo si intende l’IMMERSIONE in ACQUA
1 – con GHIACCIO (temperatura dell’acqua 1-5° C)
2- FREDDA (temperatura dell’acqua 9-12 °C)
Il Gold Standard è indicato nell’Immersione in Acqua con ghiaccio che è in grado di ridurre la Temperatura corporea ad una Velocità di 0,20 ° C al minuto
L’Impiego in alternativa di Acqua Fredda, riduce la Temperatura corporea ad una Velocità di 0,14 ° C al minuto
METODI EVAPORATIVI
Impacchi di ghiaccio (inguine, ascella, collo) + Ventilatore
Riduce la Temperatura corporea ad una Velocità di 0,10 ° C al minuto
Bagnare il paziente con acqua + Ventilatore
“Mnemonics” per il Trattamento: COOL
Cold immersion (sempre prima scelta)
Ossigeno è+ vie aeree (proteggi)
Output monitor (controlla temperatura, diuresi, pressione)
Laboratorio + complicazioni (gestisci quando si presentano)
NOTA: Si può usare anche la Salina fredda
MONITORIZZAZIONE
La temperatura centrale va controllata ogni 4 MINUTI
RICORDA: DEVI SMETTERE DI RAFFREDDARE UNA VOLTA RAGGIUNTA LA TEMPERATURA DI 39
Questo è estremamente importante perchè se porti il paziente a 36 avrai un Rebound
TRATTA LE COMPLICANZE
Epilessia (benzodiazepine)
CID (FFP)
AKI (Fluidi, Ringer lattato o SF)
ERRORI CHE POSSONO UCCIDERE IL PAZIENTE
PARACETAMOLO / FANS
Sebbene la tentazione di fronte ad una ipertermia sia quella di dare farmaci per abbassare la temperatura, nel nostro caso il loro impiego non ha alcun beneficio e può essere anche dannoso (incremento del danno renale ed epatico)
Il paziente ha una temperatura > 40 ma NON è febbre!
A differenza della Febbre, in questa condizione il “set point” ipotalamo è normale. Siamo di fronte ad un soggetto in cui il corpo sta incrementando la temperatura di proposito, ma nella condizione in cui ha perso la capacità di raffreddarsi da solo.
Quindi NON trattare il Termometro, Tratta la causa.
VENTILATORE DA SOLO
Usare il ventilatore da solo è un errore: La velocità di raffreddamento è troppo lenta e non ti fare raggiungere il target di 39 in 30 minuti
METTERE IN ATTO AZIONI CHE RALLENTANO L’INIZIO DEL RAFFREDDAMENTO
Accesso venoso, Prelievi, Catetere vescicale, e ogni altra azione che eseguiamo di routine prima di iniziare raffreddamento: indicazione sbagliata, la paghi in danno d’organo se ritarda il raffreddamento
ANDARE OLTRE
Non devi portare il tuo paziente ad una temperatura normale. Il metodo di raffreddamento si deve interrompere raggiunta una T < 39
USARE IL DANTROLENE
Altra Strong Recommendation della Linea Guisa SCCM 2025
Sebbene impiegato nelle’ipertermia maligna, nel nostro caso non ha alcun beneficio
DISPOSITION
Al termine di questa carrellata, vediamo come la SCCM affermi che Tutti i pazienti con Heat Stroke vadano ricoverati in Terapia intensiva. Nessuna eccezione. e come questo abbia un impatto sul Outcome.
FONTE: Barletta JF, Palmieri TL, Toomey SA, et al. Society of Critical Care Medicine guideline for the treatment of heat stroke. Crit Care Med. 2025;53(2):e490-e500.