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Linee Guida eMedicina d'Urgenza

LINEE GUIDA

PRECORDIAL THUMP: Serve a qualcosa nel 2026?

di Gemma Morabito
PRECORDIAL THUMP: Serve a qualcosa nel 2026?

Ne ho già parlato tanto tempo fa, in un articolo che pubblicato su MedEmIt nel 2010. Mi ponevo la domanda se il precordial thump (Pugno precordiale) che tradizionalmente faceva parte degli interventi posti in essere in presenza di un paziente in arresto cardiaco, avesse o meno ancora senso nei nostri algoritmi e nelle Linee Guida.

Sono passati altri 15 anni e penso che ce lo possiamo tornare a chiedere, anche perchè se ne parla nelle nuove Linee Guida.


DI CHE SI TRATTA?

Il Pugno precordiale è definita una “procedura” che consiste nello sferrare un pugno sullo sterno all’altezza del cuore. Già detta cosi sembrerebbe di poca importanza, eppure la sua Storia di questa procedura (che si effettua con un colpo deciso partendo da una altezza di 20-30 centimetri e dato alla giunzione tra il 3 medio e il 3 inferiore dello sterno) è lunga e ben consolidata.

Ma come ci abbiamo pensato?

Tutto ebbe inizio nel 1970 con un incidente stradale durante il quale un paziente trasportato con i mezzi di soccorso urtò tornando “magicamente” in Ritmo Sinusale. La notizie dell’evento fortuito arrivò ad Harvard, che non solo si prese la briga di studiare il caso clinico ma lo pubblicò sul New England Journal of Medicine (che per chi non lo sapesse è una iniziativa editoriale posta dentro Harvard, in quel di Boston). Da li, attraverso quei percorsi indefinibili che alle volte fanno i ragionamenti clinici, arrivò ad approdare definitivamente e per sempre all’interno delle Linee Guida sulla Rianimazione cardiopolmonare delle maggiori Società Universali. 

Cavolo che carriera! 

Si però …. tutto molto bello …. ma nel 2026 possiamo tornare a domandarci se serve ancora a qualcosa questa manovra, anche fosse un unico tentativo in assenza di defibrillatore immediatamente? 


LOOKING FOR EVIDENCE

Se cerchiamo Precordial Thump in letteratura lo troviamo eccome, anche sulla bocca di autorità: “The AHA considers the precordial thump an optional technique in a monitored arrest and a Class IIb recommendation when the patient is pulseless and a defibrillator is not immediately available”

Per anni il Pugno precordiale è stato ritenuto un metodo in grado di interrompere rapidamente una tachicardia o fibrillazione ventricolare, sebbene l’evidenza per questo tipo di intervento fosse limitata a Case report che dimostravano un ritorno al circolo spontaneo , soprattutto in pazienti in asistolia. Nel corso degli anni non mancarono altri studi e trial volti a dimostrare con una metodologia EBM che vi fosse evidenza a supporto della procedura.

Lungi da me volere condurre una analisi cosi lunga ed inutile, vi riporto uno Studio pubblicato da Haman et al nel 2009 su Resuscitation che mi ha incuriosito parecchio.

In questo Trial i ricercatori eseguivano la procedura su 155 pazienti di un gruppo di 485 arruolati in cui veniva indotta una aritmia ventricolare durante uno studio elettrofisiologico. I soggetti inizialmente coscienti, diventano non responsivi in seguito all’’induzione dell’aritmia (in media dopo 26 secondi), dopo di che un cardiologo eseguiva la procedura del Precordial thump (ovviamente con defibrillatore pronto nel caso la procedura non avesse successo). 

Come andò lo Studio?

Il Precordial Thump fu efficace solo in 2 di 155 pazienti, e in entrambe i casi si trattava di una TV polimorfa ed entrambe i soggetti avevano una buona frazione di eiezione. Gli autori concludevano che questa tecnica aveva una utilità assai limitata per interrompere aritmie ventricolari e che, sebbene fosse considerata in generale sicura con poche innocue ma possibili complicanze, la manovra non era affatto produttiva. 


Come è andata a finire?

Sebbene fosse sempre più evidente che non c’era alcun supporto EBM alla pratica, le varie Società scientifiche non presero mai una vera e propria posizione. Mai … fino a poco tempo fa. 

Pre citarne uno, l’European Resuscitation Council che precedentemente affermava di lasciare nelle proprie raccomandazioni la citazione del precordial thump perchè un “singolo pungo precordiale anche se con un bassissimo tasso di successo di cardioversione vedeva anche molto bassa la possibilità di causare danni” (insomma … tipo “Male non fa!”) nelle ultime Linee guida toglie ogni riferimento alla procedura nominandola solo nella sezione “Cosa c’è di nuovo nelle ERC Guidelines 2025”

Precordial thump is no longer included in these Guidelines“

Un pò ce lo potevamo aspettare visto che negli ultimi anni la principale enfasi punta sulla necessità di mettere in atto rapidamente buone ed efficaci compressioni toraciche e quando indicato la defibrillazione.


REFERENCES

European Resuscitation Council Guidelines 2025. Adult Advanced Life Support (Resuscitation 2025)

Haman L et al. Precordial thump efficacy in termination of induced ventricular arrhythmias. Resuscitation. 2009; Jan 80 (1): 14-6